Il lussuregiante Parco Cerillo per “Napucalisse” di Mimmo Borrelli

La prima edizione di Efestoval – Festival dei Vulcani, rassegna di teatro itinerante nei Campi Flegrei con la direzione artistica di Mimmo Borrelli e realizzato dalle associazioni Marina COmmedia, IoCiSto e Luna Rossa grazie al contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimewnto della Gioventù si è aperta al Parco Cerillo, con lo spettacolo "Napucalisse" di e con lo stesso Mimmo Borrelli accompagnato dalle muisiche eseguite dal vivo da Antonio Della Ragione. 

Un "miracolo", come definito da qualche giornalista, il lavoro di riqualificazione consistito nel decespugliamento durato tutto il mese di agosto che ha consentito di liberare, è proprio il caso di dirlo, la parte alta di Parco Cerillo dai rovi che lo infestavano da anni.

Un luogo ridiventato meraviglioso, per la prima volta aperto al pubblico in occasione dello spettacolo di MImmo Borrelli.

Alla Napoli condannata e alla Napoli innocente, Borrelli dedica un canto di struggente intensità e alta poesia. Per tutto il tempo, la bravura dell’attore, ipnotica ed esplosiva nell’utilizzo del ritmico dialetto della nostra cara Napoli, è supportata dalle impeccabili, avvolgenti e a tratti assai commuoventi musiche, eseguite dal vivo da Antonio della Ragione.

L’autore-attore interpreta e racconta la storia dell’amato e odiato Vesuvio, un vulcano dormiente che sogna il pericolo costante, ma che è destinato a svegliarsi. Creatore di vita ed esecutore di giustizia, quella spietata che Dio stesso non può concepire poiché inevitabilmente coinvolge anche gli innocenti, il Vesuvio è “doppio” e, secondo un’antica leggenda locale, la sua “terrificazione” è Lucifero, l’angelo cacciato da Dio e sprofondato sulla terra.

Destato da un vecchio saggio, ironico ed estroverso, simile a un Pulcinella senza maschera, il Vesuvio/Lucifero è Napoli stessa, terra nata dal fuoco e dal diavolo. Solo dinanzi all’innocenza, il vulcano momentaneamente si placa, allietato dal vecchio artista di strada con “un’Apocalisse divertente”: il matrimonio di quartiere partenopeo. Ecco poi l’amaro. L’Assassino. Il Killer, assoldato dalla camorra, che dell’innocenza ha perso l’amore. Emblema di una Napoli feroce che più non crede ad un futuro.

Dinanzi ad una minimale scenografia un Borrelli rustico, a petto e piedi nudi, traccia una comunanza tra il vulcano e l’uomo napoletano. Anche quest’ultimo è creatore generoso e partecipe, ma è altresì provvisto di una grande capacità autolesionista e distruttiva. Poi, il Vesuvio, massa di suoni nella sua incandescente polimorfia, continua ad eruttare, avanzando nel canto e gettando a terra una lava di piaghe e di bellezze napoletane.

Per sfociare in un delicato finale, declamato con toccanti versi.

Efestoval non poteva che principiare così.

Non solo lo spettacolo migliore per stupire il pubblico, però. Lascia tutti a bocca aperta il lavoro di recupero del Parco che stanno svolgendo, nell'ambito del progetto Parco Cerillo – Oasi di Ambiente & Cultura,le quattro associazioni bacolesi Luna RossaIoCiSto, Marina Commedia e La Casetta che da marzo 2015 gestiscono il Parco Cerillo, al fine di promuoverne la riqualificazione e la fruibilità da parte della comunità.

Se ne accorgono anche i giornalisti presenti, che nel recensire lo spettacolo non possono fare a meno di spendere parole d'elogio rivolte al luogo che li ospita ad alle persone che li accolgono.

Capitta su 'Il Manifesto' - Napucalisse.jpg

Basti pensare a quel che dice Gianfranco Capitta, che su "Il Manifesto", a proposito del "lussureggiante" Parco Cerillo, scrive:

"A comin­ciare dall’inaugurazione, che ha visto lo stesso arti­sta ripren­dere a mono­logo la sua Napu­ca­lisse, e l’intero, lus­su­reg­giante parco Cerillo rina­scere let­te­ral­mente in pochi giorni, gra­zie a decine e decine di ragazzi che lo hanno libe­rato dai rovi che lo rico­pri­vano, per gestire poi in maniera impec­ca­bile l’arrivo del pub­blico alla rap­pre­sen­ta­zione. Mira­coli rari ma che evi­den­te­mente pos­sono ancora avvenire."

Dopo un inizio così, è facile sperare che il futuro sia roseo ed è legittimo credere che altri miracoli possano avvenire.

Il Parco Cerillo è finalmente in buone mani.

E da oggi tutti sapranno quello che vale. Per chi ancora non lo conosce, sussurriamo le  parole con cui il critico Enrico Fiore chiude la sua recensione dello spettacolo su Controscena

"Sarà forse per questo che l’altra sera, contemplando l’incomparabile panorama del mare e del lago Miseno che faceva da sfondo allo spettacolo di Mimmo Borrelli, ho ripensato per l’appunto a Viviani, a quel Viviani che amò Napoli proprio a partire dalla coscienza della malattia che da sempre la consuma. E ancora una volta m’è tornato in mente quanto si racconta intorno alla sua morte. Tacque per dodici ore e poi, un attimo prima di spirare, gridò: «Arapite ‘a fenesta, faciteme vede’ Napule!»".